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Videogiochi: i benefici per la mente

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videogiochi e mente

“Non fate star troppo i vostri figli di fronte alla tv, soprattutto se si tratta di farli giocare ai videogiochi!”. Quante volte l’avete sentita questa frase? Forse troppe, e forse ve ne siete fregati, o forse l’avete presa alla lettera e appena succedeva qualcosa a scuola utilizzavate il videogame come deterrente per riportare vostro figlio sulla retta via. Ora però vi sfatiamo un mito: la ricerca scientifica contemporanea e le neuroscienze hanno iniziato a ribaltare completamente questa visione, evidenziando come l’interazione digitale possa essere un formidabile allenamento per il cervello. In questo articolo cerchiamo di vederci più chiaro.

I videogiochi fanno davvero male al cervello?

A differenza del consumo passivo di media, come la televisione o il cinema, il videogiocatore è costantemente chiamato a prendere decisioni, risolvere problemi complessi e reagire a stimoli rapidi. Parte da qui la riflessione di molti studi fatti sui videogiochi che, a quanto pare, non farebbero affatto male al cervello. Al contrario lo aiuterebbero.

La partecipazione attiva della mente del giocatore a ciò che accade sullo schermo stimola la plasticità neuronale, portando a benefici che si riflettono nella vita quotidiana, nella gestione dello stress e nella velocità di elaborazione delle informazioni. I videogiochi non sono dunque solo intrattenimento, ma palestre cognitive capaci di mantenere la mente elastica e reattiva a ogni età.

videogiochi e mente

I videogames aiutano la mente e qui vediamo perché

Il vantaggio maggiore del giocare ai videogames riguarda dunque il miglioramento delle funzioni esecutive. Molti titoli, in particolare i giochi di strategia in tempo reale o i rompicapo logici, richiedono una pianificazione a lungo termine e una gestione simultanea di diverse variabili.

Un esercizio costante che affina la capacità di “problem solving”, insegnando alla mente a scomporre ostacoli complessi in parti più piccole e gestibili. Anche la memoria di lavoro riceve uno stimolo significativo, poiché il giocatore deve ricordare mappe, obiettivi, sequenze di tasti e schemi di attacco degli avversari. Studi accademici hanno dimostrato, infatti, che chi gioca regolarmente sviluppa una maggiore materia grigia in aree del cervello associate alla navigazione spaziale e alla pianificazione strategica, dimostrando che l’apprendimento ludico ha basi biologiche concrete e durature.

Coordinazione motoria e velocità di reazione

Vediamo ora come sono invece utili al cervello i videogiochi d’azione. Giochi come gli sparatutto in prima persona o i simulatori di guida, sono celebri per la loro capacità di migliorare la coordinazione oculo-manuale.

La necessità di rispondere a stimoli visivi improvvisi con movimenti precisi delle dita allena il sistema motorio a una velocità che difficilmente si raggiunge con altre attività sedentarie. Questo beneficio non è limitato alla velocità pura, ma riguarda anche la qualità del processo decisionale sotto pressione.

Il cervello del videogiocatore impara a filtrare le informazioni irrilevanti e a concentrarsi solo sugli elementi critici, permettendo di prendere decisioni accurate in frazioni di secondo. Questa abilità si rivela estremamente utile in contesti del mondo reale, come la guida di un veicolo o l’esecuzione di interventi chirurgici di precisione, ambiti in cui la rapidità e l’accuratezza sono fondamentali.

Riduzione dello stress e benessere emotivo dei videogiochi

Oltre ai benefici cognitivi, i videogiochi offrono un supporto psicologico notevole nella gestione dello stress quotidiano. Molti giocatori utilizzano il gaming come una forma di “evasione positiva”, entrando in quello che gli psicologi definiscono stato di “flow”, ovvero un’immersione totale in un’attività che fa perdere la cognizione del tempo e delle preoccupazioni esterne.

videogiochi e realtà aumentata

La realtà aumentata viene oggi utilizzata anche in ambito riabilitativo

I giochi cooperativi online, inoltre, favoriscono la socializzazione e il senso di appartenenza a una comunità, combattendo la solitudine e migliorando le abilità comunicative. Vincere una sfida difficile o collaborare con una squadra per raggiungere un obiettivo comune genera un rilascio di dopamina che aumenta l’autostima e la sensazione di benessere. In questo senso, il gioco diventa una valvola di sfogo sana che permette di ricaricare le energie mentali dopo una giornata faticosa.

Il futuro della terapia digitale

Ma sapete qual è la cosa più interessante che si sta constatando relativamente ai videogiochi? Che hanno potenzialità enormi in ambito medio e riabilitativo. 

Esistono oggi titoli specificamente progettati per aiutare i bambini con disturbi dell’attenzione o per rallentare il declino cognitivo negli anziani. Attraverso la gamification, esercizi che altrimenti risulterebbero noiosi e ripetitivi diventano stimolanti e divertenti, aumentando la costanza dei pazienti nel seguire le terapie.

La realtà virtuale e i giochi interattivi vengono utilizzati anche per il trattamento di fobie e disturbi da stress post-traumatico, permettendo ai pazienti di affrontare le proprie paure in un ambiente controllato e sicuro. Questo dimostra come il mondo dei videogiochi stia superando i confini della camera da letto per diventare una risorsa preziosa per la salute pubblica e il benessere della mente a 360 gradi.

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