Finanza
Crisi energetica: potrebbe diventare la più grave di sempre
Quella che stiamo vivendo è stata definita “la più grave crisi energetica della storia”, ma finora sembra che sia stata tenuto sotto controllo. Il peggio è passato o questa potrebbe davvero diventare la crisi energetica più grave di sempre?
La peggiore crisi energetica di sempre
Il costo del carburante e dell’energia è aumentato a causa della situazione di crescente incertezza in Medio Oriente. Questo è esattamene ciò che noi tutti stiamo vivendo sulla nostra pelle in questo particolare periodo storico.

Crisi energetica
Forse ci ricorderemo di periodi altrettanto neri, o forse no, tant’è che l’Agenzia Internazionale dell’Energia l’ha, chiaramente, definita “la peggiore crisi energetica di sempre”.
Nonostante la crescente preoccupazione, la peggiore crisi energetica di sempre sembra essere ancora, per il momento sotto controllo. Ci sono però diversi fattori da tenere in considerazione, primi fra tutti la durata del conflitto in Medio Oriente e le scorte sull’orlo dell’esaurimento. E ciò potrebbe voler dire che, forse, il peggio deve ancora arrivare.
Shock petrolifero
A causare questa grave crisi energetica globale è stato lo shock petrolifero che abbiamo vissuto negli ultimi mesi.
La causa principale di questo shock petrolifero sono state le tensioni geopolitiche globali, in particolar modo la crisi in Medio Oriente e le restrizioni nello Stretto di Hormuz.
A seguito dello shock petrolifero abbiamo vissuto un’impennata dell’inflazione, un rallentamento sulla crescita economica e delle crescenti pressioni sulle catene di approvvigionamento.
Crisi energetica 2026: punti chiave
I punti chiave che dobbiamo tenere in considerazione sulla crisi energetica che stiamo vivendo in questo periodo storico sono:
- Lo shock petrolifero e della logistica, a seguito delle restrizioni nello Stretto di Hormuz.
- L’aumento del rischio di inflazione.
- Rallentamento della transizione energetica: la corsa alle energie rinnovabili ha subito un brusco stop a seguito della crisi.
- Stabilità delle forniture: nonostante tutto ciò i governi rassicurano che non ci sarà alcun lockdown energetico.
Evoluzione dei prezzi
Diciamo che gli analisti che hanno tenuto sotto controllo l’evoluzione dei prezzi non sembrano essere eccessivamente allarmati da questa crisi energetica.
L’aumento dei prezzi globali del gas naturale liquefatto nel corso del 2026, infatti, appare decisamente più modesto, rispetto agli aumenti vertiginosi del 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Lo scenario previsto ad inizio guerra era decisamente più pessimistico. Nonostante le previsioni parlavano di un aumento fino a 200 dollari al barile, ad oggi l’aumento riscontrato è stato solamente fino a 107 dollari al barile. Questo vuol dire anche che, al momento, il picco d’aumento registrato di dollari al barile non è il peggiore che abbiamo mai visto. Il peggiore, al momento, rimane quello di 120 dollari al barile, nel 2022, in seguito all’attacco russo in Ucraina.
Forse è proprio questo il punto. Si sta cercando in qualche modo di non far rivivere un nuovo 2022, con la speranza che ben presto le normali spedizioni petrolifere riprendano.
Scorte in esaurimento
Se però le normali spedizioni petrolifere non riprenderanno al più presto la situazione potrebbe essere davvero disastrosa.
La domanda globale di petrolio è di gran lunga superiore all’offerta e le scorte si stanno consumando a ritmi record, ritrovandosi quasi ai minimi storici.
Già nelle prossime settimane potremmo vedere dei peggioramenti, ma sarà a settembre che, se la situazione in Medio Oriente non cambierà, le riserve di petrolio scenderanno così in basso da mettere a rischio tutte le maggiori economie mondiali.
