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Le conseguenze economiche della guerra in Iran

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Conseguenze economiche della guerra in Iran

La guerra in Iran, così come succede per la maggior parte dei conflitti che scoppiano nel mondo, influisce negativamente su tutto il resto del mondo, soprattutto dal punto di vista economico. Ecco quali sono le conseguenze economiche della guerra in Iran.

I possibili scenari di guerra

Innanzitutto dobbiamo sapere che le conseguenze economiche della guerra in Iran possono cambiare molto a seconda dei vari scenari.

Conseguenze economiche della guerra in Iran

Conseguenze economiche della guerra in Iran

In caso di un conflitto di breve durata (come sostiene Trump), i prezzi del petrolio e del gas naturale potrebbero rientrare e normalizzarsi entro l’estate. In questo modo il boom del prezzo del petrolio che abbiamo potuto osservare in questi giorni non andrà a intaccare sostanzialmente la crescita e l’inflazione.

Se, al contrario, il conflitto è destinato a durare più a lungo, le conseguenze potrebbero essere decisamente peggiori. L’interruzione dell’approvvigionamento energetico comporterà un’ulteriore aumenti dei prezzi del carburante. Di conseguenza anche tutti gli altri settori, compresi i generi alimentari, aumenteranno, per un effetto a catena.

Lo scenario peggiore, redatto da Goldman Sachs, vede il prezzo del petrolio al barile fermo sui 100 dollari. Ciò comporterebbe una riduzione della crescita globale dello 0,5% e l’aumento dell’inflazione di un punto percentuale.

Le conseguenze economiche della guerra in Iran: gli Stati Uniti

Sebbene gli Stati Uniti siano un grande esportatore di petrolio essi non sono rimasti immuni all’aumento dei prezzi. Anche oltreoceano, infatti, il prezzo del carburante è aumentato di circa il 20%.

L’aumento dei prezzi del carburante sta iniziando a intaccare anche altri settori del paese. Tuttavia, la crisi energetica sta anche favorendo gli esportatori di petrolio americani.

I paesi del Golfo

I paesi del Golfo sono i maggiori esportatori di petrolio al mondo e un aumento dei prezzi dei carburanti nel resto del mondo teoricamente dovrebbe portare un grande vantaggio economico.

Tuttavia, data la presenza del conflitto proprio lì nel golfo, anche questi paradisi economici iniziano a risentire della crisi economica ed energetica.

Secondo gli esperti i paesi che ne risentiranno di più saranno il Kuwait e il Qatar, mentre l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti potrebbero compensare parzialmente alla crisi.

Le conseguenze economiche della guerra in Iran: l’Europa

Ciò che sta succedendo in Europa è sotto gli occhi di tutti: una crisi energetica che si traduce in un aumento dei costi del carburante e di tutto ciò che ne consegue.

Conseguenze economiche della guerra in Iran

Conseguenze economiche della guerra in Iran

L’Unione Europea importa più del 58% del combustibile necessario al suo fabbisogno. Secondo gli esperti l’impatto economico della crisi energetica in Europa sarò di tre volte superiore rispetto a quello che dovrà affrontare gli Stati Uniti d’America.

Cosa succede in Asia

Se l’Europa importa la maggior parte del petrolio che necessita, la Cina la supera di gran lunga. I paesi asiatici in generale hanno delle scorte di petrolio che potrebbero durare diversi mesi, ma in molti stanno già correndo ai ripari fissando un tetto massimo per i prezzi del carburante (Corea del Sud e Thailandia).

Le conseguenze economiche della guerra in Iran: Russia, America Latina e Canada

Tutto ciò potrebbe portare vantaggi agli altri fornitori di petrolio nel mondo. Si sta, infatti, iniziando a rivalutare il petrolio russo e il Cremlino potrebbe rivelarsi, in questo periodo funesto, un’inaspettata ancora di salvezza.

Ma la Russia non è l’unica ad esportare petrolio. Alcuni paesi ricchi di petrolio potrebbero guadagnare molto da questa crisi energetica, come il Canada, il Brasile e il Venezuela.

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