Romanzi
Gatti e Giappone: 5 libri da leggere
I giapponesi hanno un legame forte e indissolubile con i gatti. Se vale lo stesso anche per te allora forse dovresti leggere questi libri, che uniscono nelle stesse pagine, nero su bianco, la razza felina e il Giappone.
Cronache di un gatto viaggiatore – Hiro Arikawa
Nana è molto fiero e contento della sua vita indipendente da gatto randagio. Ma un giorno, un brutto incidente, cambia tutto. Per fortuna c’è Satoru, che lo porta a casa con sé e decide di prendersi cura di lui.
Nana inizialmente non è convinto e mantiene le distanze. Ma nemmeno Satoru è abituato alla convivenza ed è da tanto tempo che non permette a nessuno di avvicinarsi.
I due lentamente si trovano e iniziano ad avere fiducia l’uno dell’altro, fino a quando Satoru non riceve un’offerta di lavoro che lo porterà lontano. Decide così di intraprendere un viaggio lungo il Giappone, insieme a Nana, per trovare, tra le sue vecchie amicizie, qualcuno che possa prendersi cura di lui.
E così insieme a questa strana coppia di amici, pagina dopo pagina, ci ritroveremo ad attraversare il Giappone, tra betulle bianche e canne di bambù, profumi e colori e panorami incredibili.
Gatti e Giappone: I gatti di Shinjuku -Durian Sukegawa
Ci troviamo nei primi anni Novanta, a Tokyo, l’era della bolla immobiliare che ha fatto innalzare veloci i grattacieli verso il cielo. Ma non ovunque. C’è un quartiere che resiste: Shinjuku. A Shinjuku c’è un gruppo di isolati caotici e bizzarri, dove si possono trovare duecento bar uno dopo l’altro, tra ruderi e lanterne colorate.

I gatti di Shinjuku
Qui Yama, un aspirante sceneggiatore, si aggira in cerca di ispirazione, imbattendosi in nel Kalinka, uno dei tanti localini del quartiere. Dietro il bancone trova Yuma, bizzarra, come tutta la sua clientela e una vera e propria enciclopedia umana su tutti i gatti del quartiere.
Un gatto per i giorni difficili – Ishida Syou
A Kyoto c’è una clinica speciale che ospita coloro che hanno smarrito sé stessi: Nakagyo Kokoro. La terapia è davvero curiosa: ad ogni paziente viene prescritto un gatto.
I pazienti sono molto diversi tra di loro. C’è chi si sente costantemente fuori posto, chi è stremato dal lavoro, una ragazzina con un rapporto conflittuale con la madre, un’apprendista geisha, ecc.
E i gatti? C’è Bi, ad esempio, che ama mangiucchiare la carta, o Margot, che non sopporta le porte chiuse.
Ogni paziente ritrova la forza e la gioia, in quelle code morbide, tra piccoli disastri e tanto divertimento.
“A volte per ritrovare sé stessi basta aprire la porta di casa a un ospita inatteso”.
Gatti e Giappone: Il gatto venuto dal cielo – Hiraide Takashi
“Nell’ampio giardino di un’antica dimora, protetta dall’ombra di un grande olmo, un giorno appare una nuvola, un minuscolo lembo di cielo bianco caduto sulle terra: è un piccolo gatto, anzi una gatta. Anzi è Chibi”.

Il gatto venuto dal cielo
Chibi è una gattina indipendente, curiosa e vivace. A volte è brusca e morde se provate a prenderla in braccio, ma quando vuole sa essere anche affettuosa.
Piano piano prende confidenza con la giovane coppia che si è da poco trasferita nella depandance dell’antica dimora, aiutandoli a ritrovare la serenità di coppia che sembrava avessero perduto.
A volte basta un gatto – Saki Murayama
C’è un segreto nascondo nel più grande e prestigioso grande magazzino del Giappone: c’è un gatto bianco capace di esaudire i desideri.
In molti lo cercano, ma trovarlo non è facile. Tra coloro che lo cercano troviamo Isana, che vorrebbe rivedere il padre; Sakiko, che vorrebbe trascorrere una serata con la sua amica del cuore che non vede da anni; o Kengo, che vorrebbe sapere la vera identità della sua madre biologica.
