Musica
Addio a Dolly Parton: la leggenda indimenticabile della musica americana
Il mondo della musica piange la scomparsa di una delle sue icone più luminose e amate di sempre: Dolly Parton. Cantautrice prolifica, attrice, imprenditrice e filantropa straordinaria, Dolly Parton ha segnato oltre sette decenni di storia culturale, lasciando un’impronta indelebile con la sua voce inconfondibile, i suoi testi sinceri e una generosità senza pari.
Capace di vendere oltre 100 milioni di album in tutto il mondo e di conquistare ben 11 Grammy Awards su 54 nomination, è stata riconosciuta da Billboard come la più grande artista country di tutti i tempi. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo enorme patrimonio artistico ed umano continuerà ad ispirare intere generazioni.
Biografia: dalle Smoky Mountains alla conquista del mondo
Dolly Rebecca Parton nasce il 19 gennaio 1946 nella contea di Sevier, nel Tennessee. Cresciuta in una casa di una sola stanza adagiata tra le Great Smoky Mountains, è una di dodici figli di una famiglia umile e unita. La musica e il folklore appalachiano ne segnano la primissima infanzia: comincia a comporre canzoni a soli cinque anni, quando la madre annota per lei le parole di “Little Tiny Tasseltop”, un brano dedicato a una bambola di pannocchia. Incoraggiata dallo zio Bill Owens, paroliere accreditato, canta alle radio locali a 10 anni e deborda sul prestigioso palco del Grand Ole Opry a 13.
Il giorno stesso del suo trasferimento definitivo a Nashville incontra l’amore della sua vita, Carl Dean, fuori da una lavanderia a gettoni. I due si sposano nel 1966 in Georgia con una cerimonia intima e rimarranno legati per quasi 60 anni. Carl, lontano dai riflettori della celebrità, rappresenta la sua àncora e la sua forza per tutta la carriera.
Nel 1965 firma il primo contratto discografico e nel 1967 entra a far parte del celeberrimo The Porter Wagoner Show. La partnership con Porter Wagoner la proietta alla ribalta nazionale. Nel 1969 diviene ufficialmente membro del Grand Ole Opry e nel 1971 conquista la sua prima numero uno con “Joshua”. Nel 1974 decide di intraprendere la carriera da solista. Negli anni Settanta scala le classifiche pop e country, vincendo il titolo di Entertainer of the Year della CMA nel 1978.
Nel 1980 consacra la sua popolarità recitando nel film campione d’incassi 9 to 5 al fianco di Jane Fonda e Lily Tomlin. Seguono interpretazioni memorabili in pellicole come Fiori d’acciaio (Steel Magnolias) e una prolifica attività imprenditoriale attraverso la sua casa di produzione Sandollar. Nel corso degli anni Duemila, Dolly riempie gli stadi di tutto il mondo e nel 2014 si esibisce al Festival di Glastonbury davanti a 140.000 persone. Nel 2022 viene introdotta nella Rock and Roll Hall of Fame, pubblicando l’anno successivo l’album Rockstar, che ottiene il maggior successo commerciale di vendite al debutto di tutta la sua carriera.

Dolly Parton vita e canzoni: i capolavori immortali
La discografia di Dolly Parton è ricca di capolavori che hanno ridefinito la musica americana. Il suo album di debutto da solista, Hello, I’m Dolly, esce il 18 settembre 1967 per la Monument Records. Tra i 12 brani dell’opera spiccano il singolo d’esordio “Dumb Blonde” e la celebre “Put It Off Until Tomorrow” (scritta con lo zio Bill Owens per Bill Phillips, in cui Dolly canta come corista). L’album raggiunge la posizione numero 11 della classifica Billboard Top Country Albums e attira l’attenzione di Porter Wagoner.
Il 4 febbraio 1974 Dolly pubblica il suo tredicesimo album da solista, Jolene, considerato il suo capolavoro assoluto. L’album contiene due brani che hanno fatto la storia della musica mondiale:
- “Jolene”: La title track racconta la disperata supplica di una casalinga a una donna bellissima affinché non le porti via il marito. Diventa un classico senza tempo, reinterpretato da decine di artisti.
- “I Will Always Love You”: Scritta come toccante addio professionale a Porter Wagoner, la canzone raggiunge per due volte la vetta della classifica Country (nel 1974 e nel 1982). Nel 1992, la straordinaria versione di Whitney Houston per la colonna sonora de Guardia del corpo domina le classifiche mondiali per 14 settimane, rendendola una delle ballate più famose della storia.
Tra i suoi altri grandi successi si annoverano brani storici come “Coat Of Many Colors”, “My Tennessee Mountain Home”, il duetto con Kenny Rogers “Islands In The Stream” e la travolgente “9 to 5”, inno delle lavoratrici di tutto il mondo. In totale ha portato 26 brani al primo posto della classifica Billboard Country, un record per un’artista femminile.
La filantropia
Oltre alle sue eccezionali conquiste artistiche, Dolly Parton è stata una delle più grandi filantrope del nostro tempo, mossa dal principio: “Quando sei nella posizione di aiutare, devi farlo”.
Nel 1995 crea la Dolly Parton’s Imagination Library in onore del padre, che non aveva mai imparato a leggere e scrivere. Nata come iniziativa locale nella contea di Sevier, il programma invia ogni mese libri gratuiti a casa dei bambini da 0 a 5 anni. Ad oggi, l’organizzazione ha regalato oltre 300 milioni di libri in tutto il mondo. Nel 1988 fonda la The Dollywood Foundation per contrastare la dispersione scolastica.
Nel campo della sanità, Dolly dona un milione di dollari al Vanderbilt Children’s Hospital per creare il giardino terapeutico Hannah Dennison (dedicato alla nipote guarita dalla leucemia) e successivamente finanzia con un altro milione la ricerca medica di Vanderbilt che ha contribuito allo sviluppo del vaccino Moderna contro il COVID-19. Aiuta inoltre a finanziare il LeConte Medical Center e sostiene la nascita del Dolly Parton Children’s Hospital. Sensibile alle battaglie sociali, nel 1989 produce il documentario premio Oscar Common Threads: Stories from the Quilt per sensibilizzare sull’epidemia di HIV/AIDS.
Sempre in prima linea nei momenti di calamità naturali, nel 2016 crea il My People Fund erogando 13 milioni di dollari diretti alle famiglie colpite dai devastanti incendi nel Tennessee, mentre nel 2024 stanzia 2 milioni di dollari di aiuti dopo il passaggio del devastante Uragano Helene nell’Appalachia.

Dollywood e i musei
L’amore visceralmente ricambiato per la sua terra d’origine ha portato Dolly Parton a creare luoghi diventati vere e proprie mete di pellegrinaggio culturale e turistico:
- Dollywood (Pigeon Forge, Tennessee): inaugurato nel 1986 in partnership con la famiglia Herschend, il parco a tema accoglie oltre 4 milioni di visitatori all’anno. Con i suoi 165 acri di attrazioni, spettacoli e artigianato locale, Dollywood è la destinazione turistica più visitata del Tennessee e una delle prime al mondo, creata per portare posti di lavoro e celebrare la cultura delle Smoky Mountains.
- Dolly’s Life of Many Colors Museum (Nashville): situato al terzo piano del Dolly Parton’s SongTeller Hotel a Nashville, è un’esposizione immersiva di oltre 20.000 metri quadrati che ripercorre l’intera vita e la carriera dell’artista attraverso manufatti originali, abiti iconici e installazioni multimediali.
- Dolly Parton’s Stampede (Branson, Missouri): una celebre struttura che unisce grandi spettacoli dal vivo di musica country e bluegrass a un’esperienza culinaria unica.
Dolly Parton ha dimostrato che si può partire dal nulla, sognare in grande e conquistare il mondo mantenendo intatte l’umiltà, la gentilezza e le proprie radici. La sua voce scompare, ma la sua musica e il suo spirito di infinita generosità vivranno per sempre.
