Politica
Alluvione tra Nepal e Tibet: vittime, dispersi e cause
26 agosto: la tragedia e il bilancio iniziale
Il 26 agosto una devastante catastrofe naturale ha colpito la regione di confine tra il nord del Nepal e il Tibet, scatenando un’improvvisa e violenta ondata di piena lungo il fiume Bhotekoshi. Fin dal primo giorno, gli scienziati nepalesi e cinesi hanno ipotizzato che una valanga di ghiaccio caduta nel fiume Lhende abbia creato uno sbarramento temporaneo, il cui crollo ha provocato l’accumulo e la successiva colata di detriti. Una ricostruzione confermata dall’Istituto geologico statunitense (USGS), secondo cui il crollo del ghiacciaio ha provocato anche un terremoto di magnitudo 5.2 con conseguenze catastrofiche a valle.
Nelle ore successive, la polizia nepalese ha confermato il recupero di 157 corpi nel distretto di Rasuwa, per un bilancio salito a oltre 160 morti e centinaia di dispersi, tra cui più di 400 stranieri. I sopravvissuti hanno raccontato scene di terrore, con onde alte fino a sei metri. L’ampiezza del disastro ha spinto la Farnesina ad attivarsi per i novanta italiani nell’area, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rassicurato sulle buone condizioni dei due connazionali coinvolti dalla frana, assistiti dalla diplomazia in vista del rientro. Nel frattempo, le operazioni di soccorso sono proseguite anche durante la notte.

27 agosto: il peggioramento e l’allarme idrologico
Il 27 agosto il bilancio della catastrofe è drammaticamente peggiorato: i soccorritori hanno recuperato i corpi di almeno 362 vittime, mentre le ricerche si sono estese nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha per rintracciare oltre 1.400 dispersi, tra cui più di 500 turisti stranieri di oltre trenta nazionalità, inclusi due italiani per i quali la Farnesina ha avviato immediate verifiche. Mentre gli Stati Uniti stanziavano 500.000 dollari in aiuti di emergenza, sono emerse le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti.
I racconti hanno rivelato come il valico di Kyirong-Rasuwa fosse diventato l’unica via d’accesso percorribile tra Tibet e Nepal dopo la chiusura di altri valichi per frane monsoniche, trasformando la stretta e dissestata strada di montagna in una trappola per centinaia di viaggiatori e pellegrini. A complicare ulteriormente i soccorsi è scattato un grave allarme idrologico in Tibet, per la formazione di un lago di sbarramento naturale nel fiume Purepu Tsangpo: le autorità cinesi hanno intensificato il monitoraggio per evitare che un eventuale cedimento provochi una nuova e devastante ondata di piena verso valle.
28 agosto: i soccorsi e la mobilitazione internazionale
Il 28 agosto il bilancio ufficiale dell’Autorità nepalese per la gestione dei disastri è salito a 538 vittime e 2.381 dispersi, tra cui 644 stranieri. Le ore passano inesorabili e la speranza si affievolisce anche per tre italiani irreperibili: l’orefice ligure Marco Ratto e una coppia italo-svizzera. La Farnesina ha così inviato personale a Kathmandu da New Delhi per assistere gli oltre 130 connazionali rintracciati nella regione. Sul piano dei soccorsi, l’esercito nepalese ha portato in salvo 1.545 persone, riuscendo a liberare 350 lavoratori intrappolati nel tunnel della centrale idroelettrica dell’Upper Trishuli, con oltre 100 operai ancora bloccati all’interno.
Intanto è scattata una vasta mobilitazione internazionale: Papa Leone ha espresso profondo cordoglio per i defunti tramite un telegramma del cardinale Parolin, mentre l’Unione Europea ha stanziato 2 milioni di euro in aiuti d’emergenza immediati per cibo, acqua e alloggi. Annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen e dalla commissaria Hadja Lahbib, l’intervento dell’UE ha visto l’invio di un coordinatore per la risposta rapida in Asia e l’attivazione dei satelliti Copernicus per mappare le aree colpite.

Alluvione Nepal e Tibet riassunto: rischi di nuovi crolli e la stima dei danni
Negli ultimi giorni di agosto la catastrofe tra Nepal e Tibet ha assunto proporzioni drammatiche, con un bilancio salito ad almeno 750 morti e oltre 3.000 dispersi complessivi tra i due versanti di confine. Tra i connazionali rientrati sani e salvi a Bergamo figurano i due escursionisti bresciani Lombardi e Fassini, mentre risultano ancora ufficialmente dispersi i coniugi italo-svizzeri Luca Barachini e Patrizia Marziale. Sul piano scientifico, la climatologa del CNR Marina Baldi e le analisi dell’INGV hanno confermato che il sisma di magnitudo 5.2 è stato provocato dal crollo improvviso di una massa di ghiaccio precipitata da 5.000 metri a causa del riscaldamento globale.
Il pericolo di nuove inondazioni resta elevato: il 30 agosto il ministero cinese per le Emergenze ha evacuato i soccorritori al valico di Gyirong dopo che i droni hanno individuato una nuova frana sul fiume Puruoqiang Zangbu con la formazione di un ennesimo lago barriera. Mentre le operazioni di soccorso rimangono in uno stato di estrema allerta, il ministro delle Finanze nepalese Swarnim Wagle ha tracciato una primissima e imponente stima per la ricostruzione del Paese, che potrebbe richiedere dai 4 ai 5 miliardi di dollari.
