Politica
Addio a Emma Bonino: vita, carriera e l’ultimo saluto alla leader radicale
Con la scomparsa di Emma Bonino, l’Italia e l’Europa perdono una delle figure più emblematiche, tenaci e rigorose della storia politica contemporanea. Dalle prime storiche conquiste sui diritti civili alla guida delle grandi emergenze umanitarie internazionali, la leader radicale ha attraversato oltre cinquant’anni di vita pubblica mantenendo sempre al centro della propria azione lo Stato di diritto, la difesa dei più vulnerabili e una profonda vocazione europeista.
La sua è stata una politica vissuta con ostinazione non violenta e passione democratica, capace di stimolare le istituzioni dall’interno senza mai scendere a compromessi sulle libertà fondamentali. Questo articolo ripercorre la sua parabola umana e politica, dalla giovinezza piemontese fino all’ultimo, solenne saluto in Campidoglio.
La vita privata
Nata a Bra in una famiglia piccolo borghese, Bonino cresce in una fattoria piemontese prima che il padre avvii un commercio di legname. Conseguita la maturità classica nel 1967, si trasferisce a Milano per studiare all’Università Bocconi, laureandosi nel 1972 in lingue e letterature straniere con una tesi su Malcolm X. Nonostante una vita personale sempre riservata, ha rivelato di aver avuto in affidamento negli anni Settanta due bambine, Aurora e Rugiada, vivendo poi per trent’anni nel rione Trastevere a Roma e legandosi sentimentalmente ai militanti radicali Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere.
Docente emerita all’Università Americana del Cairo e laureata ad honorem in Scienze Politiche a Roma nel 2019, ha collaborato con varie testate, diventando nel 2020 editorialista de Il Riformista e Linkiesta. La sua vita è stata segnata anche dalla malattia: nel 2015 ha annunciato un tumore al polmone sinistro, da cui ha dichiarato la guarigione nel 2023. Dopo diversi ricoveri tra il 2024 e il 2025, inclusa la visita dello storico amico Papa Francesco, il 7 settembre 2026 è stata ricoverata in codice rosso al Santo Spirito di Roma per gravi difficoltà respiratorie. È deceduta l’11 settembre 2026 all’età di 78 anni.

L’impegno politico e la dimensione internazionale
Eletta per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1976, Emma Bonino è stata continuamente parlamentare in Italia e al Parlamento europeo, con la sola eccezione del mandato da Commissario europeo tra il 1994 e il 1999. In quel ruolo, dedicato ad Aiuti umanitari, Pesca, Consumatori e Sicurezza alimentare, ha affrontato le gravi crisi degli anni Novanta nei Balcani e nei Grandi Laghi, guidando nel 1998 la delegazione della Commissione alla Conferenza di Roma per l’adozione dello Statuto della Corte Penale Internazionale. Già dal 1993 aveva condotto battaglie per i Tribunali dell’ex Jugoslavia e del Ruanda, mossa dalla convinzione che lo Stato di diritto protegga i più vulnerabili.
Tra l’Europa e il Cairo, dove è stata Visiting Professor all’Università Americana, ha diretto nel 2004 il percorso verso la Conferenza di Sana’a su democrazia e diritti umani. Dal 2003 ha promosso la ratifica del Protocollo di Maputo sui diritti delle donne in Africa, impegno culminato nel 2012 con la Risoluzione ONU contro le mutilazioni genitali femminili. Tra gli altri incarichi figurano la missione del 2004 nel Darfur, il ruolo di Osservatore Capo dell’UE per le elezioni in Ecuador nel 2002 e l’ingresso nel Board dell’International Crisis Group nel 1999.
Emma Bonino vita e carriera: le ultime battaglie
Sempre orientata alla difesa dello Stato di diritto, nell’aprile 2017 Emma Bonino si fa promotrice della campagna Ero Straniero – L’umanità che fa bene, affiancata da diversi sindaci, movimenti e associazioni nazionali. L’iniziativa mira a promuovere una legge di iniziativa popolare per superare la Bossi-Fini e riformare la gestione dell’immigrazione, scommettendo su inclusione e lavoro attraverso la regolarizzazione di chi si trova già in Italia e l’apertura di canali legali per l’ingresso dei lavoratori. La proposta, presentata nella parte finale della XVII legislatura, non viene mai calendarizzata nella XVIII e finisce per decadere.
In vista delle elezioni politiche del 2018, la leader radicale fonda e promuove il movimento +Europa, proseguendo senza sosta la propria azione politica per affermare le libertà personali ed economiche, i diritti civili, una giustizia giusta e le sue storiche rivendicazioni storiche. La nascita della formazione riflette la profonda convinzione di Bonino che, per garantire al Paese un futuro più libero e democratico, sia necessario portare in Italia ancora più Europa.

L’ultimo saluto e i funerali di Stato
L’ultimo saluto ad Emma Bonino si è celebrato con funerali di Stato in forma laica nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, alla presenza delle massime cariche dello Stato, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. La cerimonia, preceduta dalla camera ardente e da una veglia civile aperta da Riccardo Magi, è stata trasmessa in diretta Rai e su maxischermo, mentre un minuto di silenzio è stato osservato anche dal Consiglio regionale della Lombardia. Tra le numerose personalità presenti figurano Elly Schlein, Roberto Saviano, Kasia Smutniak, Francesco Rutelli e rappresentanti di ogni schieramento politico.
Durante le esequie si sono alternati toccanti ricordi: la storica assistente Carla Taibi ne ha sottolineato la tenacia e la severità con se stessa nell’affermare la libertà di scelta responsabile, invitando a proseguire le sue battaglie con il metodo della non violenza; Filomena Gallo ha ricordato il suo profondo legame con Sabaudia e l’idealità di Ventotene; Riccardo Magi ne ha rimarcato l’amore intransigente per le istituzioni democratiche. Gli ex premier Romano Prodi ed Enrico Letta ne hanno evidenziato, rispettivamente, l’europeismo concreto e la straordinaria capacità di cambiare le istituzioni dall’interno senza farsi intrappolare. Al termine, Mattarella e Meloni hanno accompagnato il feretro all’esterno verso il carro funebre, prima della cremazione e del trasferimento nella cappella di famiglia a Bra.
