Natura
Frane e cambiamento climatico: perché sono più frequenti
Perché le frane stanno diventando più frequenti nelle regioni montuose a causa dei cambiamenti climatici? Il fenomeno colpisce le regioni montuose con una velocità devastante, spazzando via case, strade e interi villaggi sotto ondate di fango, rocce e detriti. Questi eventi diventano più frequenti man mano che i fattori naturali si intensificano, insieme all’impatto umano sui terreni scoscesi. Le tendenze recenti indicano che le piogge più intense e l’aumento delle temperature svolgono un ruolo chiave in questo incremento.
Quali sono le principali cause delle frane?
Le cause delle frane sono spesso riconducibili a pendii ripidi dove la forza di gravità esercita una pressione incessante sul terreno e sulle rocce incoerenti. Le forti piogge saturano il terreno, trasformando la terra solida in una colata scivolosa che precipita a valle. I terremoti scuotono i fianchi delle montagne, staccando massi e innescando rapidi crolli, soprattutto in zone sismicamente attive come l’Himalaya o le Ande.
Le attività umane aggravano questi rischi naturali. La costruzione di strade scava profonde fenditure nelle colline, rimuovendo gli strati stabilizzanti ed esponendo la roccia più debole sottostante. Le attività minerarie svuotano le montagne, creando vuoti che crollano sotto il proprio peso durante le tempeste. La deforestazione elimina le radici degli alberi che fungono da ancoraggi naturali, lasciando il terreno nudo e soggetto all’erosione. In regioni come le Alpi, lo sviluppo incontrollato ha trasformato pendii stabili in pericoli imminenti.
Lo scioglimento prolungato della neve aggiunge un ulteriore elemento di pericolo in primavera. Con l’aumento delle temperature, il terreno ghiacciato si scongela in modo non uniforme, aumentando il peso dell’acqua in aree già sature. I terreni vulcanici, comuni in luoghi come le cascate, si mescolano con la pioggia formando dense colate di fango note come lahar, che possono percorrere chilometri dalla loro origine.
Il cambiamento climatico favorisce l’aumento di questo fenomeno
Le connessioni tra frane e cambiamenti climatici emergono attraverso l’alternarsi di eventi meteorologici estremi. Le atmosfere più calde trattengono più umidità, provocando piogge torrenziali che sovraccaricano i sistemi di drenaggio montani. Le intense tempeste ora scaricano pioggia in poche ore, laddove prima ci volevano giorni, saturando i pendii più velocemente che mai. I ricercatori di uno studio di Taylor & Francis della fine del 2025 hanno analizzato attentamente come questi fenomeni abbiano colpito l’Himalaya occidentale.
Lo scioglimento del permafrost in alta montagna liquefà il terreno ghiacciato, indebolendo pareti e cime che sono rimaste salde per millenni. Il ritiro dei ghiacciai fa sprofondare le calotte glaciali, esponendo sedimenti crudi e instabili, pronti a franare. Gli incendi, innescati da estati più calde e secche, bruciano la vegetazione, lasciando la terra bruciata indifesa contro la pioggia successiva.

In questo il cambiamento climatico ha un ruolo davvero importante. La forza di una frana è devastante e quando colpisce, c’è da fare la conta dei danni.
Quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici?
I principali effetti sono svariati. Aumento dell’intensità delle precipitazioni, che saturano rapidamente il terreno e riducono l’attrito sui pendii. L’accelerazione dello scioglimento del permafrost trasforma il terreno solido in una poltiglia instabile che cede anche sotto stress minimo.
Lo scioglimento dei ghiacciai espone i depositi glaciali incoerenti, creando “frane sospese” pronte a crollare. Incendi boschivi più frequenti distruggono gli apparati radicali, lasciando il terreno nudo e vulnerabile all’erosione.
Anche l’innalzamento del livello del mare gioca un ruolo indiretto, poiché le montagne costiere si erodono più rapidamente a causa delle onde più forti, trasportando detriti verso monte. Le ondate di calore seccano il terreno superficiale, creando crepe che convogliano l’acqua piovana più in profondità, destabilizzando interi versanti. Le proiezioni indicano che queste tendenze accelereranno, con le montagne delle medie latitudini che dovranno affrontare una frequenza di frane doppia entro il 2050.
Le frane in montagna sono devastanti
Le montagne amplificano il rischio di frane a causa della loro stessa forma: pendii scoscesi dove anche piccoli spostamenti si trasformano in disastri. Gli strati rocciosi deboli, come l’argillite o lo scisto, si fratturano facilmente sotto la pioggia o in caso di terremoto. Le faglie che attraversano le catene montuose creano una tensione costante, pronta a spezzarsi.
Le inondazioni improvvise scavano canali che erodono le fondamenta, mentre le valli eccessivamente scoscese, modellate da antichi ghiacciai, sono soggette a crolli. Le modifiche apportate dall’uomo, come le dighe, alterano le falde acquifere, inzuppando aree rimaste asciutte per secoli. Nelle montagne tropicali, i monsoni colpiscono con maggiore violenza, combinando caldo intenso e piogge torrenziali.


