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“Plogging”: Come rimettersi in forma ripulendo l’ambiente

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Tutela dell’ambiente e ricerca del benessere psicofisico. Due delle tematiche più rilevanti e discusse della nostra società contemporanea. Due tematiche che potrebbero sembrare separate, come due treni che corrono su binari paralleli e che richiedono tempi e spazi diversi, in realtà esiste una disciplina rivoluzionaria nata in Svezia che è riuscito a fondere la necessità di prenderci cura del nostro corpo e di ridurre l’impatto ecologico differenziando i rifiuti di casa. Si chiama plogging, il termine che unisce la parola svedese polca app – raccogliere – con il termine internazionale jogging. Decidere di praticare questa disciplina significa trasformare la propria sessione di corso di camminata veloce in un’azione ecologica concreta, ridefinendo il concetto stesso di allenamento all’aria aperta.

Plogging: Le origini del movimento che fa bene al mondo

Ad ideare questa pratica è stato l’attivista svedese Erik Ahlström. Erik, stanco di vedere le strade di Stoccolma in base da rifiuti di plastica, lattine e mozziconi di sigaretta durante le sue corse quotidiane, ha deciso di iniziare a raccogliere tutto questo pattume lungo il suo percorso.

All’inizio era un semplice gesto di civiltà individuale. Con il tempo si è trasformato in un fenomeno virale grazie la potenza dei social. Successivamente il naso il termine plogging e la disciplina ha iniziato ad interessare migliaia di persone in ogni angolo del pianeta, a dimostrazione che lo sport può diventare un potentissimo veicolo di sensibilizzazione sociale e di rigenerazione urbana.

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Fare Jogging senza scordarsi dell’ambiente si può. Ecco come fare

Chi corre o pratica attività come il Nord walking non si limita più a consumare lo spazio pubblico, ma se ne prende cura attivamente, lasciando il percorso visibilmente più pulito rispetto a come l’ho trovato.

I benefici fisici di un allenamento completo e dinamico

Anche dal punto di vista atletico, questa attività non è una versione depotenziata della corsa tradizionale, anzi si tratta di un allenamento completo che offre benefici superiori rispetto al semplice jogging lineare.

Nel plogging, così come nel jogging tradizionale, correre o camminare mantenendo un ritmo costante stimola l’apparato cardiocircolatorio. L’inserimento dei movimenti necessari alla raccolta dei rifiuti va ad introdurre elementi tipici invece dell’allenamento funzionale ad alta intensità. Ad esempio, per chinarsi a terra raccogliere una bottiglia di plastica una cartaccia, il blogger esegue piegamenti sulle gambe, affondi e squat profondi cercando di attivare in maniera intensa i quadricipiti, glutei e muscoli della fascia addominale e lombare.

Ma c’è di più. Continuo variare del ritmo cardiaco, dovuto alle pause e alle ripartenze, crea un effetto di interval training naturale che accelera il metabolismo aumenta il dispendio calorico complessivo.

L’equipaggiamento minimo per iniziare a correre in modo ecologico

Per praticare plogging non serve un’attrezzatura specifica o costosa, né tantomeno un abbonamento speciale. Vi basterà avere a disposizione abbigliamento sportivo classico per andare a correre e un paio di guanti da lavoro protettivi o da giardinaggio, per evitare di ferirsi o di entrare in contatto con materiali non igienici.

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Il plogging può essere svolto anche in compagnia dei bambini per accrescere il loro senso civico

Altra cosa importante è portarsi dietro uno o più sacchetti resistenti per la raccolta dei rifiuti. Molti praticanti consigliano di utilizzare dei sacchi di dimensioni medio-piccole per evitare che il peso eccessivo possa sbilanciare la postura durante la corsa. Altri consigliano di correre in gruppo organizzando staffette a cui passare l’immondizia raccolta da portare sino ai cassonetti più vicini.

L’impatto psicologico e la salute mentale del plogger

Quella di cui abbiamo parlato oggi è dunque un’attività che ha benefici evidenti per il tono muscolare per il decoro urbano. Quello che non abbiamo detto è che il plogging anche un impatto straordinariamente positivo sulla salute mentale e psicologica di chi lo pratica.

La corsa tradizionale può a volte risultare ripetitive focalizzati esclusivamente sul monitoraggio di tempi e prestazioni numeriche. Questo per alcuni significa ansia da prestazione. Il plogging invece sposta l’attenzione dell’atleta verso l’esterno e verso uno scopo nobile e collettivo.

Un senso di utilità sociale che stimola la produzione di endorfine contrasta l’eco ansia, ovvero la sensazione di impotenza che molte persone provano di fronte alla crisi climatica globale. Allenarsi sapendo che ogni chilometro percorso a sottratto chili di plastica la natura regala una gratificazione profonda e trasforma lo sforzo fisico in una fonte inesauribile di ottimismo, energia e benessere interiore.

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