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Spazio

Tutta l’Italia a bordo di Artemis II

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Artemis II

C’è tantissima Italia a bordo di Artemis II, la missione spaziale che ha riportato l’essere umano in orbita lunare dopo oltre cinquanta anni. Senza tutta la tecnologia italiana ciò non sarebbe stato possibile.

Artemis II: il Modulo di Servizio Europeo

Uno dei componenti fondamentali per tutta la missione Artemis II è l’Esm, il Modulo di Servizio Europeo, costruito dalla Lockheed Martin.

Artemis II

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L’Esm è un elemento indispensabile per la buona riuscita della missione. Esso assicura agli astronauti i sistemi vitali e garantisce propulsione ed energia.

La NASA scriverà di nuovo la storia, ma questa volta la missione Artemis è un’impresa veramente internazionale e l’Europa ha un ruolo centrale. L’Esa è orgogliosa di essere un partner fondamentale della Nasa e, fornendo il Modulo di Servizio Europeo, non si limita a rendere possibile questa missione, ma la alimenta” – Josef Aschbacher.

Leonardo

Sul Modulo di Servizio Europeo e in tutta la missione Artemis II, che vede il ritorno dell’uomo sulla Luna, c’è moltissima Europa ma, soprattutto c’è moltissima Italia.

Lo stabilimento milanese di Leonardo ha realizzato i pannelli fotovoltaici (PVA) che compongono le quattro ali del Modulo di Servizio Europeo. I pannelli misurano sette metri ciascuno e garantiscono energia sufficiente per tutta la strumentazione elettronica a bordo.

Inoltre, Leonardo ha prodotto anche le PCDU, le unità elettroniche per il controllo e la distribuzione dell’energia all’interno del veicolo spaziale.

Thales Alenia Space a bordo di Artemis II

La joint venture Thales Alenia Space, composta per il 67% da Thales e per il restante 33% da Leonardo, si è occupata di un altro elemento essenziale per il Modulo di Servizio Europeo, per la capsula Orion e per la missione Artemis.

Artemis II

Artemis II

Si tratta della struttura stessa dell’Esm e di tutti i sottosistemi critici, compreso il sistema per il controllo termico della navicella e quello per la protezione da micro meteoriti, garantendo la sicurezza degli astronauti a bordo.

Telespazio

Una diversa joint venture, chiamata Telespazio e composta, questa volta, per il 67% da Leonardo e per il restante 33% da Thales, ha contribuito alle attività di tracciamento radio della missione.

Le attività di tracciamento radio sono state svolte attraverso le infrastrutture e le competenze del Centro spaziale del Fucino, a L’Aquila, in Italia.

Non solo Artemis II

La partecipazione dell’Italia alle future missioni Artemis e non solo, non finisce qui, in particolar modo per quanto riguarda le comunicazioni lunari.

Sì, perché se il prossimo obiettivo è una base lunare è indispensabile riuscire a mantenere una comunicazione e una navigazione costante.

Telespazio è alla guida di un consorzio internazionale per lo studio di un’infrastruttura di questo tipo. Essa deve essere in grado di garantire il contatto costante degli astronauti e dei sistemi robotici tra di loro, fornendo anche la loro posizione precisa sul suolo lunare.

Il progetto rientra nell’iniziativa Lunar Communication and Navigation Services del programma Moonlight.

L’accordo NASA – ASI per la Luna

Gli accordi tra la Nasa e l’Asi non finiscono qui. È stato firmato anche un accordo per la partecipazione di un’astronauta italiano in una delle prossime missione Artemis.

Saremo pronti anche noi italiani ad andare sulla Luna. Oggi ci andiamo con tecnologia e sviluppi che abbiamo pensato e progettato e domani ci andremo con astronauti”, ha dichiarato Mario Cosmo, Direttore Scienza e Innovazione dell’Asi.

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