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Anchor: il film perduto di Miyazaki
Anchor avrebbe potuto essere l’ennesimo capolavoro di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli. Questa è la storia di un film perduto, che conoscono in pochi, risalente ai primi anni dello Studio Ghibli.
Chi è Hayao Miyazaki
Hayao Miyazaki è un famoso regista, sceneggiatore, animatore e produttore cinematografico giapponese. È considerato uno dei più grandi maestri dell’animazione al mondo.

Miyazaki
Insieme a Isao Takahata, Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuma ha fondato nel 1985 lo Studio Ghibli. I film realizzati allo Studio Ghibli sono tra i più visti nella storia cinematografica giapponese e tra i film di animazione più acclamati dalla critica non solo del paese del Sol Levante, ma anche dall’Occidente. Tra i più famosi non possiamo non ricordare La città incantata, Il mio vicino Totoro, Principessa Mononoke.
Lo Studio Ghibli e Miyazaki sono vincitori di Oscar e riconoscimenti a livello internazionali. Il produttore e regista è, inoltre, famoso per i temi molto profondi e attuali che porta sempre nelle sue produzioni, dall’ecologia, alla pace, all’amore per il prossimo e per il mondo.
La collaborazione mai realizzata tra tre grandi registi
Proprio negli anni ’80, quando lo Studio Ghibli è stato fondato, Miyazaki si stava facendo notare nel mondo dell’animazione per le sue idee all’avanguardia e il suo incredibile talento. Ciò nonostante per molti i suoi temi erano troppo progressisti e difficili da affrontare, soprattutto in un settore come quello dell’animazione. Stiamo parlando di temi che toccano la politica, la guerra, la crisi ambientale.
Proprio nel corso di quella che, da li a poco tempo, sarebbe diventata l’era d’oro dello Studio Ghibli, il produttore ha cancellato la produzione di quello che sarebbe potuto diventare un grande capolavoro dell’animazione: Anchor.
In pochi conoscono la storia di questo film, perché esso fu solo un’idea, un concetto che non andò oltre le prime sessioni di brainstorming. Non esiste nulla che ci possa ricondurre ad Anchor, né una sceneggiatura scritta, né un singolo schizzo o bozza resa pubblica.
Tutto quello che si sa è che in quelle prime (e uniche) sessioni di brainstorming si riunirono quelli che probabilmente erano, all’epoca, i più grandi registi e sceneggiatori di film di animazione del Giappone: Hayao Miyazaki, Isao Takahata e Mamoru Oshii.
Anchor: molto più di un film… un dibattito sull’animazione
Il film non fu cancellato per problemi di budget o per altri problemi legati alla produzione, ma solo ed esclusivamente per problemi ideologici.

La città incantata – Miyazaki
Anchor, infatti, non fu solo il progetto di un film d’animazione mai realizzato, ma un vero e proprio dibattito sull’intero settore dell’animazione.
Nel corso di un’intervista del 1995 fu proprio Oshii a raccontare di essersi incontrato con gli altri due animatori e di come le sessioni di brainstorming siano finite in disaccordo per colpa delle loro divergenze sull’animazione.
Ed il motivo per il quale il film non è mai stato realizzato fu proprio questo: il loro linguaggio creativo e la loro visione artistica erano troppo diversi tra loro.
Come Anchor avrebbe potuto cambiare la storia dello Studio Ghibli e dell’animazione
Per molti Anchor è un vero e proprio capolavoro perduto, che sarebbe potuto diventare uno dei film d’animazione mai realizzato, cambiando la storia dello Studio Ghibli e dell’animazione.
Il segreto sta proprio nelle differenze tra i vari animatori, che se fossero riusciti a farle convergere avrebbero potuto creare qualcosa di unico. Tre filosofie diverse che se unite insieme potevano creare qualcosa di mai visto prima: il simbolismo di Oshii, le emozioni di Miyazaki e il realismo di Takahata.
