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Tecnologia

Lavatrici e Lavastoviglie 2.0: Guida agli elettrodomestici connessi che ottimizzano acqua e detersivi da soli

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lavastoviglie 2.0

Digitalizzazione della casa moderna, ovvero come sta cambiando il nostro rapporto con i compiti domestici che sempre più spesso ci vengono facilitati da strumenti estremamente connessi alcuni dei quali interagiscono con noi attraverso l’intelligenza artificiale. Attività come lavare i piatti o fare il bucato non sono più legate a vecchie abitudini tramandate nel tempo. L’avvento della lavastoviglie 2.0 o delle lavatrici di ultima generazione rispondono alla duplice esigenza della società contemporanea di trovare il massimo comfort e il risparmio di tempo riducendo anche i consumi di risorse naturali e limitando l’inquinamento chimico dei prodotti detergenti. Vediamo quindi quali sono le ultime tecnologie legate a questo settore.

La tecnologia dei sensori ottici per il calcolo del carico

L’upgrade più qualitativo è stato sicuramente realizzato nel campo delle lavastoviglie 2.0 perché ad oggi le migliori sul mercato hanno la capacità di pensare di analizzare la situazione in tempo reale.

Rispetto ai vecchi modelli, che eseguivano dei programmi standardizzati, consumando anche la stessa quantità di risorse tra il carico completo e quello leggero, gli apparecchi moderni utilizzano sofisticati sensori ottici e di torbidità dell’acqua. A cosa servono questi strumenti? Ad analizzare il grado di sporco del flusso idrico durante la fase di risciacquo iniziale.

Non solo, grazie ad algoritmi dedicati queste nuove lavastoviglie possono regolare automaticamente la temperatura, la pressione dei getti d’acqua e la durata del ciclo stesso. Un livello di automazione che garantisce delle stoviglie impeccabili evitando ogni inutile spreco energetico e idrico a partire dal risciacquo iniziale delle stoviglie prima di inserirle nell’apparecchio.

Il dosaggio millimetrico per azzerare gli sprechi di detergente

Vediamo ora qual è l’errore più comune nell’utilizzo degli elettrodomestici tradizionali, ovvero utilizzare troppo detersivo. Cioè infatti ancora chi pensa che è una quantità maggiore di sapone si traduca in un pulito migliore, quando in realtà il detergente in eccesso lascia residui opachi, rovina le componenti interne dell’apparecchio e appesantisce sistemi di depurazione idrico-ambientali.

Le lavatrici attuali così come le lavastoviglie 2.0 risolvono questo problema alla radice perché introducono dei sistemi di dosaggio automatico del detersivo liquido o in modalità multifunzione. L’utente deve soltanto riempire un serbatoio centrale una volta al mese. L’elettrodomestico preleverà la quantità esatta di prodotto in base al volume del carico e alla durezza dell’acqua rilevata.

lavastoviglie 2.0

Risparmia in bolletta e aiuta l’ambiente scegliendo elettrodomestici che possono essere controllati da remoto

Processi di nuova generazione che ottimizzano l’efficacia del lavaggio e prolungano la durata dei flaconi e dell’elettrodomestico stesso. Ad aiutare in questo processo di ottimizzazione c’è poi la connettività di rete e la gestione intelligente dell’energia.

Gli apparecchi di nuova generazione infatti sono correlati di moduli di connessione wireless che consente a questi elettrodomestici di dialogare direttamente con lo smartphone dell’utente e con l’ecosistema energetico della casa. Potrete quindi monitorare l’andamento dei consumi e ricevere notifiche sullo stato di manutenzione dei filtri avviando cicli di lavaggio da remoto. Il risultato è un risparmio in bolletta che aiuta anche l’ambiente.

L’impatto ecologico di una gestione idrica responsabile

E a proposito di ambiente, quello che possiamo dire delle lavatrici e lavastoviglie 2.0 E che oltre al risparmio economico dietro a loro straordinario lavoro c’è anche un ottimo bilancio energetico.

I moderni sistemi di ricircolo dell’acqua permettono infatti a questi elettrodomestici di completare un intero ciclo di lavaggio per 14 coperti utilizzando meno di 10 l d’acqua. Una quantità nettamente inferiore rispetto ai 40 o 50 l mediamente consumati da un elettrodomestico di vecchia generazione o dalla mano dell’uomo che lava i piatti a mano nel lavandino.

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